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29 settembre 2026

Redazione Corrigo

La nota del 28 settembre chiede di pianificare le verifiche. E la correzione, chi la pianifica?

Lunedì 28 settembre, con l'anno scolastico appena avviato, il Ministro dell'istruzione e del merito ha firmato la nota n. 224621. Il titolo è lungo e preciso: indicazioni in merito all'assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa, nonché sull'uso del registro elettronico, per l'anno scolastico 2026/2027.

Due pagine, due regole. I compiti si assegnano entro la fine delle lezioni, sul diario cartaceo e non la sera sul registro. Le verifiche si pianificano, perché non ne capitino due nello stesso giorno. Sono regole pensate per chi studia. Ma arrivano proprio nelle settimane in cui ogni docente fissa le prime verifiche dell'anno, e toccano da vicino anche il lavoro che viene dopo la prova: la correzione.

Che cosa chiede la nota, parola per parola

Sui compiti la nota parte da un fatto: al Ministero sono stati segnalati «diversi casi di assegnazione dei compiti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio o nelle ore serali», anche nel fine settimana, con alunni costretti a un «continuo accesso al registro elettronico» per controllare gli aggiornamenti. La risposta è netta: i compiti vanno assegnati «entro il termine dell'orario delle lezioni, evitando interventi successivi», e il diario cartaceo va usato «sia nel primo sia nel secondo ciclo di istruzione» insieme al registro. Ai dirigenti si chiede di vigilare.

Sulle verifiche il testo è più breve e, per chi insegna, più interessante. «Ferma restando l'autonomia didattica dei docenti», si ritiene necessario che i docenti di classe e i consigli di classe «pianifichino l'effettuazione delle prove di verifica», in modo da evitare «la concentrazione nella medesima giornata scolastica di più prove». La pianificazione, «concordata collegialmente», deve garantire una distribuzione equilibrata nella settimana.

Infine, il metodo. I dirigenti sono invitati a promuovere nei Collegi dei docenti una riflessione su compiti e verifiche «ispirata da principi di ragionevolezza, equità, proporzionalità», anche per favorire la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali. Ne possono nascere integrazioni al Patto educativo di corresponsabilità e al Regolamento di istituto.

Non è una novità assoluta, ed è bene saperlo

La nota non parte da zero. Si richiama esplicitamente alle note n. 2443 del 28 aprile 2025 e n. 5274 dell'11 luglio 2025, che avevano già dato indicazioni sullo stesso tema, e dichiara di volerle precisare. Chi ha già un calendario delle verifiche condiviso nel consiglio di classe non deve rifare nulla. Chi non ce l'ha, adesso ha un testo firmato dal Ministro che lo chiede per quest'anno scolastico, e un dirigente invitato a occuparsene.

Il calendario delle verifiche è anche un calendario della correzione

La nota parla di carico di lavoro degli studenti. Non dice nulla dei tempi di correzione, e non è il suo compito. Ma chi insegna in più classi sa che le due cose sono legate.

Se in ogni classe le prove vengono distribuite sulla settimana, il docente con sei classi non riceve più le verifiche tutte insieme alla fine di un'unità: le riceve sparse, un giorno una classe, due giorni dopo un'altra. Può essere un sollievo o un problema, a seconda di come si organizza la correzione. Una pila di compiti ogni due giorni si corregge bene se la griglia è pronta prima della prova. Si corregge male se la griglia si scrive mentre si corregge, perché allora ogni classe viene valutata con criteri leggermente diversi.

C'è poi una conseguenza meno visibile. Una verifica ha valore formativo solo se torna allo studente, corretta e commentata, prima della successiva. Un calendario che distribuisce bene le prove ma non prevede il tempo per correggerle rischia di produrre verifiche restituite dopo che la prova seguente è già stata svolta. Lo studente riceve un voto, ma non l'informazione che gli serviva per prepararsi.

Tre cose da portare al prossimo consiglio di classe

Pianificare la prova insieme alla sua griglia. Quando il consiglio di classe fissa la data di una verifica, può fissare anche il momento in cui la griglia è pronta: prima della prova, non dopo. È la condizione perché la stessa risposta riceva lo stesso punteggio nella classe corretta il lunedì e in quella corretta il giovedì. Come si costruisce una griglia domanda per domanda sta nella guida griglia di valutazione per le verifiche; perché lo stesso errore finisce spesso con voti diversi l'abbiamo raccontato in lo stesso errore, un voto diverso.

Segnare anche la riconsegna, non solo la prova. La nota chiede di evitare più prove nello stesso giorno. Un calendario che indica anche quando la verifica corretta torna in classe permette di controllare, a colpo d'occhio, che la prova successiva della stessa disciplina non arrivi prima. Non lo impone nessuna norma nazionale; è semplicemente il modo per dare un senso alla distribuzione che la nota chiede.

Tenere conto dei piani personalizzati nel calendario. Per gli studenti con PDP o PEI la distribuzione delle prove non è solo una questione di benessere: tempi aggiuntivi e prove programmate sono spesso già misure previste dal piano. Un calendario condiviso rende visibile se, in una certa settimana, quelle misure sono davvero applicabili. Perché la mancata applicazione dei criteri del PDP pesa anche davanti a un giudice, l'abbiamo scritto in due sentenze in dodici giorni.

Dove uno strumento aiuta, e dove non c'entra

Corrigo non pianifica le verifiche, non assegna compiti e non scrive nel registro elettronico: quelle sono decisioni del docente e del consiglio di classe, e la nota lo dice chiaramente quando parla di pianificazione collegiale.

Corrigo interviene dopo la prova. Legge le verifiche scritte, anche a mano, confronta ogni risposta con la griglia del docente elemento per elemento e propone un punteggio per domanda con la motivazione accanto. Il docente controlla le proposte e decide il voto. Quando le verifiche arrivano sparse durante la settimana, questo significa che ogni pila viene confrontata con la stessa griglia, e che la riconsegna può restare vicina alla prova. Come funziona sta in correggere con Corrigo; che cosa è permesso secondo il GDPR e il Regolamento europeo sull'IA, in correzione dei compiti con IA.

Resta il punto di partenza della nota: ragionevolezza, equità, proporzionalità. Sono parole scritte per il carico degli studenti, ma valgono anche per la correzione. Una verifica ben distribuita, corretta con una griglia scritta prima e restituita in tempo utile, è l'applicazione più concreta di quei tre principi che una scuola possa mostrare. Il tempo che la correzione richiede, invece, non compare in nessun conteggio, come ricordavamo parlando di ore di contratto e correzione.

Domande frequenti

Che cosa dice la nota MIM n. 224621 del 28 settembre 2026?

È firmata dal Ministro Valditara e dà indicazioni per l'anno scolastico 2026/2027 sull'assegnazione delle verifiche in classe, dei compiti a casa e sull'uso del registro elettronico. I compiti devono essere assegnati entro il termine dell'orario delle lezioni, usando il diario cartaceo insieme al registro. Le prove di verifica vanno pianificate dai docenti e dai consigli di classe, in modo da evitare più prove nella stessa giornata e distribuirle in modo equilibrato nella settimana.

È la prima volta che il Ministero interviene su compiti e verifiche?

No. La nota si richiama esplicitamente alle note n. 2443 del 28 aprile 2025 e n. 5274 dell'11 luglio 2025, che avevano già dato indicazioni sullo stesso tema. Quella del 28 settembre 2026 le rinnova e aggiunge precisazioni, a partire dai casi segnalati di compiti inseriti nel registro elettronico nel tardo pomeriggio, la sera o nel fine settimana.

La nota limita l'autonomia didattica del docente?

Il testo dice il contrario: la pianificazione delle verifiche è chiesta «ferma restando l'autonomia didattica dei docenti». Ai dirigenti scolastici si chiede di vigilare sull'uso del diario e di promuovere una riflessione nei Collegi dei docenti, ispirata a ragionevolezza, equità e proporzionalità, che può portare a integrare il Patto educativo di corresponsabilità e il Regolamento di istituto.

Che cosa c'entra la correzione con il calendario delle verifiche?

La nota parla del carico di lavoro degli studenti, non dei tempi di correzione. Ma quando le verifiche di una classe vengono distribuite sulla settimana, anche la correzione di chi insegna in più classi si distribuisce in modo diverso. Pianificare insieme la data della prova, la griglia e il momento della riconsegna è il modo più semplice perché ogni verifica restituita serva alla successiva.

Corrigo gestisce il calendario delle verifiche o il registro elettronico?

No. Corrigo legge le verifiche scritte, confronta ogni risposta con la griglia del docente e propone un punteggio per domanda con la motivazione accanto. Non assegna compiti, non pianifica le prove e non scrive nel registro elettronico. Il voto lo decide sempre il docente.


Fonti: Ministro dell'istruzione e del merito, nota prot. n. 224621 del 28 settembre 2026, «Indicazioni in merito all'assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa, nonché sull'uso del registro elettronico – a. s. 2026/2027» (assegnazione dei compiti entro il termine dell'orario delle lezioni; diario cartaceo nel primo e nel secondo ciclo; pianificazione delle prove da parte dei docenti di classe e dei consigli di classe; riflessione nei Collegi dei docenti; integrazione del Patto educativo di corresponsabilità e del Regolamento di istituto), e il comunicato del Ministero dell'istruzione e del merito dello stesso giorno. La nota richiama le precedenti note n. 2443 del 28 aprile 2025 e n. 5274 dell'11 luglio 2025. Le citazioni sono testuali.