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Correggere le verifiche su carta

Dalla pila di compiti in classe al punteggio motivato domanda per domanda: come lavora Corrigo, che cosa vede, dove si ferma e che cosa consegna alla fine. L'IA propone, il docente decide.

La scansione: un solo PDF per classe

Il modo più veloce è anche il più banale. La pila va nella fotocopiatrice così com'è e si scansiona in un unico PDF, un file per classe: la scansione standard della macchina basta, non serve una risoluzione da tipografia. Il fronte e retro è previsto — si imposta la scansione su due facciate e le pagine bianche non creano problemi. Non servono fogli risposta prestampati, quadratini da annerire, un ordine alfabetico o un numero uguale di pagine per tutti: gli elaborati possono essere lunghi in modo diverso. Corrigo separa il file in singoli elaborati e riconosce a chi appartiene ciascuno leggendo il nome scritto in alto; se la classe è già inserita, l'abbinamento avviene da solo e quello che non torna viene mostrato per la conferma, mai risolto a caso. Anche più versioni della stessa verifica dentro lo stesso file vengono riconosciute e trattate separatamente.

La lettura della grafia

È il punto su cui uno strumento come questo si gioca la credibilità. Corrigo usa modelli addestrati anche su testo scritto a mano e nella pratica legge bene anche calligrafie difficili, comprese cancellature, frecce e aggiunte a margine. Non è infallibile, e la regola che ci siamo dati è che l'incertezza si dichiara: quando una parola non è leggibile con sicurezza, viene segnalata invece di essere indovinata. Accanto a ogni risposta il docente vede la trascrizione di quello che l'IA ha letto, quindi un errore di lettura si riconosce a colpo d'occhio — e non viene scambiato per un errore dello studente, che è la confusione peggiore che una correzione automatica possa produrre.

La griglia di valutazione è il riferimento

Corrigo non ha un'idea propria di che cosa sia una risposta giusta: prende la griglia di valutazione caricata insieme alla scansione — quella personale del docente o quella adottata dal dipartimento — e lavora dentro quella. Criteri, punteggio massimo per domanda, risposte attese, alternative accettabili, elementi che devono comparire perché il punto sia pieno. Più la griglia è esplicita, più la proposta somiglia a quella che avrebbe fatto il docente, ed è qui che conviene investire dieci minuti. Una griglia che distingue i livelli cognitivi — ricordare, applicare, argomentare — produce proposte molto più fini di un elenco di risposte esatte, perché consente di riconoscere il ragionamento corretto anche quando le parole sono diverse da quelle previste.

I punti, domanda per domanda, con la motivazione

Per ogni domanda Corrigo propone un punteggio e scrive perché: quale criterio della griglia risulta soddisfatto, quale no, quale parte della risposta pesa e quale è irrilevante. Il punteggio parziale è la norma — mezzo punto per il procedimento corretto con la conclusione sbagliata — perché è così che si corregge davvero un compito in classe. In Italia la sufficienza è a 6, ed è la griglia a stabilire quale quota di punteggio corrisponde a quel 6: Corrigo applica quella regola e non una propria. Alla fine il totale è un numero (6,5/10), ma il documento che conta è l'elenco dei punti motivati: è quello che serve quando un voto viene contestato, quando il coordinatore di classe chiede il quadro di uno studente o quando bisogna spiegare a una famiglia perché una risposta non valeva il massimo.

Matita rossa e blu: come viene pesata la gravità

La correzione italiana ha una gerarchia che passa storicamente da due colori: il blu per gli errori di forma — ortografia, punteggiatura, lessico, ripetizioni — e il rosso per quelli che intaccano il contenuto e la struttura: la morfosintassi che rompe il senso della frase, un concetto sbagliato, una risposta fuori tema. Le due matite non compaiono a schermo, è una metafora e non una funzione del prodotto; ma descrive bene il modo in cui Corrigo pesa quello che trova. Un errore di forma dentro una risposta di storia non azzera il ragionamento, mentre un concetto sbagliato sì, se la griglia lo prevede. E chi vuole il contrario — la forma che pesa quanto il contenuto, come in un tema d'italiano — lo scrive nella griglia, e la correzione lo segue. La gerarchia della gravità la decide il docente; Corrigo la applica in modo uguale per tutta la classe, che è poi il motivo per cui una correzione automatica ha senso.

Fogli illeggibili, risposte vuote, casi limite

Le eccezioni sono la parte in cui gli strumenti automatici deludono, quindi conviene essere precisi. Una risposta lasciata in bianco viene registrata come non data: zero punti e nessuna motivazione inventata. Una pagina illeggibile — scansione storta, foglio troppo chiaro, calligrafia impenetrabile — non viene indovinata: l'elaborato resta contrassegnato e il docente lo apre a mano, eventualmente riscansionando quella singola pagina. Un nome mancante o irriconoscibile significa che l'abbinamento allo studente resta da confermare, non che l'elaborato si perde. Il caso più interessante è la risposta giusta formulata in un modo che la griglia non prevedeva: può essere sottovalutata, ed è esattamente lì che il controllo del docente conta più di ogni altra cosa. Uno strumento che non ammette questi casi non è più affidabile — è solo meno sincero.

Modificare, decidere, esportare

Il controllo non è un secondo giro di correzione: si scorre l'elenco, si conferma quello che va bene e si interviene dove serve, cambiando il punteggio o riscrivendo la motivazione con parole proprie. Finché la verifica è aperta niente è definitivo; si chiude quando il docente lo decide. Insieme ai risultati resta il quadro della classe: media, domande andate peggio del previsto, studenti sotto la sufficienza — utile per la lezione successiva più che per l'archivio. I risultati si esportano in CSV, un file che si apre in qualunque foglio di calcolo. Da lì l'inserimento nel registro elettronico lo fa il docente, a mano: non esiste alcun collegamento automatico con Argo, ClasseViva, Nuvola o qualsiasi altro registro, e da Corrigo non parte nulla verso le famiglie. Il momento in cui un voto diventa pubblico resta una decisione del docente, non un effetto collaterale del software.

Domande frequenti

Serve un foglio risposte prestampato o una scansione particolare?

No. Basta la fotocopiatrice della scuola con la scansione in PDF, anche in fronte e retro. Niente moduli speciali, niente quadratini da annerire, nessun ordine da rispettare nella pila. L'unica accortezza utile è che il nome sia scritto in alto sul primo foglio di ogni elaborato: rende l'abbinamento immediato.

Quanto è affidabile la lettura della grafia?

Nella pratica buona, anche su calligrafie difficili, ma non perfetta — e non lo diciamo per prudenza formale. Quando una parola non è leggibile con sicurezza viene segnalata invece di essere indovinata, e la trascrizione è sempre visibile accanto alla risposta, così un errore di lettura si distingue subito da un errore dello studente.

Corrigo inserisce i voti nel registro elettronico?

No. I risultati si esportano in CSV e l'inserimento lo fa il docente. Non esiste integrazione con Argo, ClasseViva, Nuvola o altri registri, perché quei sistemi non offrono un canale aperto a fornitori terzi: servirebbe un accordo con il fornitore del registro. Preferiamo dirlo qui, chiaramente, piuttosto che farlo scoprire dopo.

Posso usare la griglia adottata dal dipartimento?

Sì, ed è anzi la situazione migliore: se il dipartimento ha adottato una griglia comune, è quella a essere caricata e tutte le classi vengono corrette con lo stesso metro. Vale anche il contrario — una griglia personale per una singola verifica va benissimo. Corrigo non impone un formato di valutazione proprio.

Che cosa succede a una risposta corretta ma formulata in modo imprevisto?

È il caso in cui una correzione automatica può sbagliare per difetto. Se la griglia ammette esplicitamente le alternative, la risposta viene riconosciuta; altrimenti può ricevere meno punti del dovuto, e il docente la corregge in un clic. Per questo il controllo esiste e per questo la verifica resta aperta finché non la chiudete voi.

Gli elaborati vengono usati per addestrare l'IA?

No. Gli elaborati e i dati degli studenti non alimentano l'addestramento di alcun modello. Archiviazione, lettura della grafia e correzione avvengono su server nell'Unione europea (Francoforte); la scuola resta titolare del trattamento ai sensi del GDPR e Corrigo opera come responsabile su sua istruzione, sotto la vigilanza del Garante per la protezione dei dati personali.

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