Una pila di verifiche da correggere: l'IA propone, il docente decide.
Corrigo è uno strumento di correzione assistita per la scuola secondaria. Le verifiche su carta si scansionano in un unico PDF, l'IA legge la grafia e propone un punteggio motivato domanda per domanda seguendo la griglia di valutazione del docente. Nessun voto diventa definitivo senza il controllo di chi lo ha assegnato.
Come funziona, in tre passaggi
Primo passaggio, la scansione. La pila va nella fotocopiatrice così com'è e diventa un unico PDF per classe, anche in fronte e retro. Non servono fogli risposta prestampati, quadratini da annerire o un ordine particolare: Corrigo separa il file in elaborati e riconosce a chi appartiene ognuno leggendo il nome scritto in alto. Secondo passaggio, la proposta dell'IA. La grafia viene letta, ogni risposta viene confrontata con la griglia di valutazione caricata e per ogni domanda arriva un punteggio con la motivazione scritta in chiaro: quale criterio è soddisfatto, quale no, che cosa manca. Terzo passaggio, la decisione. Il docente scorre le risposte, conferma quelle che vanno bene, cambia i punteggi che non condivide e chiude la verifica solo quando è d'accordo. Il tempo si sposta dalla somma dei punti al giudizio vero e proprio — che è la parte per cui serve un docente.
Non è una chat generica a cui chiedere un voto
La differenza sta nel riferimento. Un assistente generico valuta secondo un criterio proprio, invisibile e diverso a ogni domanda; Corrigo lavora sulla griglia di valutazione che il docente carica insieme alla scansione — la propria, oppure quella adottata dal dipartimento. Criteri, livelli, punteggio massimo per domanda, risposte attese e alternative accettabili: è quel documento a comandare, non il modello. Ogni punto proposto arriva con la motivazione e con il criterio della griglia su cui si appoggia, quindi si verifica in pochi secondi e resta utilizzabile quando una famiglia o il consiglio di classe chiede conto di un voto. Dove la risposta è ambigua, Corrigo lo segnala invece di costruire una certezza che non ha.
Dal punteggio al voto
Corrigo propone i punti domanda per domanda; il totale nasce da lì, sulla scala in decimi, con il decimale scritto con la virgola (6,5/10). In Italia la sufficienza è a 6: è un dato del sistema scolastico, non un'impostazione dell'IA. Nella griglia si stabilisce quale quota di punteggio corrisponde a quel 6, e il calcolo segue quella regola — Corrigo non ne applica una propria e non arrotonda al posto di nessuno. Il numero finale resta una scelta del docente, che può discostarsi dal totale se ha ragioni per farlo: lo strumento mostra come si è arrivati al punteggio, non impone dove fermarsi.
Anche prima della correzione: preparare la verifica
Corrigo non serve solo a correggere. Dal materiale usato in classe — appunti, capitoli, schede di lavoro — genera proposte di domande da cui costruire una verifica, con la griglia che le accompagna. Sono proposte: si tagliano, si riscrivono, si sostituiscono. Vale lo stesso principio della correzione — chi conosce la classe è il docente, e il testo che arriva agli studenti è quello che il docente ha approvato.
Che cosa Corrigo non fa
È la sezione più importante di questa pagina, perché su questo si misura l'onestà di uno strumento. Corrigo non si collega ad alcun registro elettronico — né Argo, né ClasseViva, né Nuvola, né altri: non esiste sincronizzazione dei voti, e il passaggio nel registro lo fa il docente partendo da un file esportato. Corrigo non partecipa agli scrutini: ammissione, sospensione del giudizio, debiti formativi e voto in condotta sono decisioni del consiglio di classe, e non vengono calcolate né suggerite. Non corregge le interrogazioni orali, che restano quello che sono. Non pubblica nulla verso le famiglie: quando e come un voto esce dall'aula lo decide il docente. E non prende decisioni al posto di nessuno — la responsabilità del voto resta intera, dove è sempre stata.
Dati, privacy e GDPR
Gli elaborati contengono dati di minori, quindi il trattamento è la prima domanda, non l'ultima. Archiviazione, lettura della grafia e correzione automatica avvengono su server nell'Unione europea (Francoforte). L'unica eccezione è la seconda valutazione che il docente richiede espressamente per un singolo elaborato: quel trattamento può avvenire fuori dallo Spazio economico europeo, coperto da un accordo con clausole contrattuali standard. Gli elaborati e i dati degli studenti non vengono usati per addestrare modelli di IA. La scuola resta titolare del trattamento e Corrigo agisce come responsabile su sua istruzione, secondo il GDPR e nel quadro di vigilanza del Garante per la protezione dei dati personali; la descrizione del trattamento, delle misure di sicurezza e dei sub-responsabili è disponibile per la valutazione d'impatto che la scuola deve svolgere.
Corrigo in Italia: siamo all'inizio
Meglio dirlo qui che lasciarlo scoprire dopo. Corrigo è nato nei Paesi Bassi ed è lì che viene usato ogni giorno; in Italia partiamo adesso, da zero. Nessun numero di scuole da esibire, nessun caso di studio italiano, e soprattutto nessuna dimostrazione già pubblicata sulla qualità della correzione automatica di elaborati in lingua italiana: quella misurazione è in corso, e finché non è conclusa non promettiamo un risultato. Quello che possiamo affermare è come funziona il meccanismo, e su quello ci si può giudicare: la griglia del docente è sempre il riferimento e l'ultima parola resta al docente. Provare è gratuito e non richiede carta di credito. Il prezzo per l'Italia non è ancora stabilito — preferiamo definirlo dopo aver lavorato con le prime classi italiane, non prima. Chi vuole essere tra quelle classi ci scriva: in questa fase parliamo volentieri anche con chi decide di non usarlo.
Domande frequenti
Corrigo si collega al registro elettronico?
No, e non vogliamo lasciar credere il contrario. Non esiste alcuna integrazione con Argo, ClasseViva, Nuvola o altri registri: i risultati si esportano in un file CSV e l'inserimento nel registro lo fa il docente. Il motivo è che i registri italiani non offrono un canale aperto a fornitori terzi; una connessione richiede un accordo con il fornitore del registro. Se e quando esisterà, sarà scritto qui.
L'IA decide il voto finale?
No. L'IA propone, il docente decide. Ogni punteggio proposto si può modificare, ogni motivazione si può riscrivere, e la verifica si chiude solo quando il docente è d'accordo. Nessun risultato raggiunge gli studenti o le famiglie senza quel passaggio, e nessuna decisione di scrutinio passa da qui.
Funziona con la mia materia?
Il metodo non cambia da materia a materia: Corrigo confronta le risposte con la griglia caricata, quindi rende di più dove ci sono domande aperte da valutare nel merito — esattamente il tipo di domanda che porta via più tempo. Sui testi lunghi in italiano, il tema, la valutazione automatica è la parte più delicata e la stiamo ancora misurando: lì conviene usarla come prima lettura, non come giudizio.
Dove finiscono i dati degli studenti?
Su server nell'Unione europea, a Francoforte, per l'archiviazione, la lettura della grafia e la correzione. Non vengono usati per addestrare modelli di IA. La scuola resta titolare del trattamento, Corrigo è responsabile ai sensi del GDPR e opera su istruzione della scuola; la documentazione necessaria alla valutazione d'impatto è disponibile su richiesta.
Quanto costa?
Provare è gratuito e non serve la carta di credito. Il listino per l'Italia non è ancora fissato: lo definiremo insieme alle prime scuole italiane, e fino ad allora su questo sito non troverete un prezzo scritto. Chi inizia adesso lo saprà prima di chiunque altro e senza sorprese.
Che cosa serve per iniziare?
Una fotocopiatrice che produce un PDF, la griglia di valutazione e una verifica già svolta dalla classe. Nessuna installazione, nessun intervento sull'infrastruttura della scuola, nessun coinvolgimento del registro. Il consiglio pratico: la prima volta usare una verifica già corretta a mano e confrontare — è il modo più rapido per capire se lo strumento pensa come voi.