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15 settembre 2026

Redazione Corrigo

Il Ministero chiede prove «che valorizzino il processo». La tua griglia sa che cos'è un processo?

Il 3 settembre, a lezioni non ancora iniziate, il Dipartimento per il sistema educativo del Ministero ha inviato ai dirigenti degli istituti tecnici la nota prot. n. 2306, con allegato un documento di ventisette pagine: i primi orientamenti per la progettazione curricolare nel nuovo ordinamento. Riguardano le classi prime di quest'anno, e arrivano «in vista dell'ormai imminente avvio delle lezioni», in attesa delle Linee guida vere e proprie, che il decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026 prevede e che «sono in fase di redazione».

Il documento parla soprattutto di curricolo: profili in uscita, elementi di base dell'indirizzo, scienze sperimentali, tecnologie di base. Ma in mezzo ai criteri per la progettazione c'è una riga che riguarda direttamente chi corregge: «l'adozione di prove di verifica che valorizzino il processo, l'autovalutazione dello studente e la capacità di applicare le conoscenze in contesti operativi».

Sembra una frase di didattica generale. È invece una richiesta precisa alla griglia con cui, tra qualche settimana, correggerai la prima verifica.

Che cosa chiede davvero il Ministero

Gli orientamenti nascono dalla riforma dell'istruzione tecnica prevista dal PNRR: dalle classi prime del 2026/2027 cambiano indirizzi, quadri orari e risultati di apprendimento, fissati dal decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026. Per accompagnare il passaggio, il documento indica ai consigli di classe e ai dipartimenti alcuni criteri. Tre riguardano la valutazione.

Il primo è la centralità delle unità di apprendimento «centrate su compiti di realtà», che chiedono «l'apporto sinergico delle discipline d'area generale e di quelle d'indirizzo». Un'unità ben progettata, scrive il documento, si conclude «generalmente con una prova autentica» e si monitora con «rubriche di competenza».

Il secondo riguarda le scienze sperimentali. Qui il Ministero chiede una «valutazione unitaria degli apprendimenti», anche «per evitare la frammentazione e la moltiplicazione delle valutazioni numeriche che costituiscono molto spesso un ostacolo non irrilevante per gli studenti stessi». I docenti che lavorano in contitolarità «esprimono un unico giudizio basato su rubriche di competenza condivise». Tra gli strumenti: «compiti autentici» in cui gli studenti devono «formulare ipotesi, isolare variabili, analizzare dati».

Il terzo è la riga citata sopra: prove che valorizzino il processo, l'autovalutazione e l'applicazione in contesti operativi.

Nessuna delle tre abolisce il voto in decimi allo scrutinio. Tutte e tre, però, dicono la stessa cosa a chi corregge: il risultato finale non basta più come unità di misura.

Il processo esiste solo se la griglia lo descrive

Ecco il punto che i documenti ministeriali danno per scontato e la pratica no. Una prova «orientata al processo» non è una prova con domande più lunghe. È una prova in cui la griglia di valutazione assegna punti ai passaggi, e non soltanto all'esito.

Prendi una domanda tipica di un primo biennio tecnico: dati tre valori misurati in laboratorio, lo studente deve dire quale relazione li lega e motivarla. Con una griglia che riporta solo la risposta attesa — «relazione lineare, 2 punti» — il processo è invisibile: chi ha indovinato e chi ha ragionato prendono gli stessi punti, e chi ha ragionato bene sbagliando l'ultimo passaggio prende zero. Con una griglia che elenca gli elementi — ha identificato le variabili, ha letto correttamente i dati, ha formulato un'ipotesi coerente, ha tratto la conclusione — ogni passaggio vale qualcosa, e il voto racconta che cosa lo studente sa fare.

La seconda griglia non è più severa né più generosa della prima. È più informativa, ed è l'unica delle due che risponde alla richiesta del Ministero. Come si costruisce, domanda per domanda, sta nella guida griglia di valutazione per le verifiche.

L'autovalutazione entra dalla stessa porta. Uno studente può valutare il proprio lavoro solo se conosce i criteri prima della prova, e criteri che lo studente deve poter leggere sono quasi sempre scritti meglio di criteri che legge solo il docente. Consegnare la griglia insieme alla verifica non è un vezzo pedagogico: è il modo più economico per renderla chiara.

Meno voti, ma più difendibili

La richiesta di una «valutazione unitaria» per le scienze sperimentali merita una lettura attenta, perché tocca un'abitudine radicata: il registro pieno di voti, uno per ogni verifica, con la media a fine quadrimestre. Il Ministero dice esplicitamente che questa moltiplicazione è spesso un ostacolo per gli studenti.

Un unico giudizio basato su rubriche condivise ha un costo che il documento non nasconde: se i voti sono meno, ognuno pesa di più, e allora deve reggere. Un voto che riassume un quadrimestre e viene discusso allo scrutinio da docenti in contitolarità non può poggiare su un'impressione. Deve poggiare su punti assegnati con la stessa regola alla prima e all'ultima verifica, su una griglia che un collega può leggere senza spiegazioni, su una motivazione che si può mostrare alla famiglia. Perché due studenti con lo stesso errore finiscono spesso con voti diversi lo abbiamo raccontato in lo stesso errore, un voto diverso; come lo scrutinio resta una decisione umana anche quando i dati sono buoni, in scrutini: valutazione umana, dati oggettivi.

Che cosa può fare uno strumento, e che cosa no

Sarebbe facile, a questo punto, promettere che un correttore con l'IA rende «orientata al processo» qualsiasi verifica. Non è così, e conviene dirlo prima che lo scopra un dipartimento.

Corrigo lavora sulle verifiche scritte: legge la calligrafia dello studente, confronta ogni risposta con la griglia del docente e propone un punteggio per domanda con la motivazione accanto. Se la griglia descrive il processo — variabili, ipotesi, dati, conclusione — il confronto avviene su quegli elementi, e la proposta dice quale passaggio c'è e quale manca. Se la griglia riporta solo la risposta finale, lo strumento non inventa un processo che nessuno ha descritto. La qualità della correzione è la qualità della griglia; questo vale con l'IA esattamente come senza.

Ci sono cose che restano fuori, e lo restano per scelta. Un compito di realtà svolto in laboratorio, una prova autentica in gruppo, un'autovalutazione: non sono verifiche scritte con una griglia per domanda, e Corrigo non le valuta. Il giudizio unitario di fine quadrimestre lo formulano i docenti, allo scrutinio, non un software. Che cosa lo strumento fa e che cosa è permesso, secondo il Regolamento europeo sull'IA e il GDPR, sta nella guida correzione dei compiti con IA; come si costruisce una verifica in modo che la griglia nasca insieme alle domande, in creare verifiche con l'IA.

Che cosa fare prima della prima verifica

Gli orientamenti sono «primi» per dichiarazione del Ministero: le Linee guida arriveranno, e con esse indicazioni più precise. Ma la prima verifica delle classi prime non aspetta le Linee guida. Tre cose si possono fare adesso, in dipartimento, in un pomeriggio.

Riscrivere la griglia di una verifica esistente per elementi di processo: per ogni domanda aperta, quali passaggi valgono punti e quanto. Concordare, una volta per tutte, che cosa vale una risposta con il procedimento giusto e il risultato sbagliato, e viceversa. E consegnare la griglia agli studenti insieme alla prova, o almeno prima: è la condizione minima perché l'autovalutazione che il Ministero chiede sia qualcosa di più di una parola nel documento.

Il resto — le unità di apprendimento, i compiti di realtà, la valutazione unitaria — è lavoro di progettazione che richiede tempo e le Linee guida. La griglia no. La griglia si può sistemare questa settimana, ed è la parte del nuovo ordinamento che si vede subito, sul primo compito restituito.

Domande frequenti

Che cosa ha inviato il Ministero il 3 settembre 2026?

La nota prot. n. 2306 del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, con allegato il documento «Primi orientamenti per la progettazione curricolare finalizzata al passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici». Riguarda le classi prime dell'anno scolastico 2026/2027 e accompagna le scuole in attesa delle Linee guida previste dal decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026, ancora in fase di redazione.

Che cosa vuol dire «prove di verifica che valorizzino il processo»?

Che la prova deve rendere visibile e valutabile come lo studente arriva al risultato, non solo se ci arriva: l'ipotesi formulata, le variabili isolate, i dati letti, la scelta motivata. Per una verifica scritta significa che la griglia di valutazione deve assegnare punti a quei passaggi, uno per uno, e non soltanto alla riga finale.

Gli orientamenti aboliscono i voti in decimi?

No. Per l'ambito delle scienze sperimentali chiedono una valutazione unitaria, per evitare la «moltiplicazione delle valutazioni numeriche», e un unico giudizio basato su rubriche di competenza condivise quando i docenti agiscono in contitolarità. Il voto in decimi allo scrutinio resta; cambia il modo in cui ci si arriva e quante volte lo si assegna lungo il percorso.

A chi si applicano questi orientamenti?

Alle classi prime degli istituti tecnici dell'anno scolastico 2026/2027, primo anno del nuovo ordinamento previsto dalla riforma del PNRR. Licei e istituti professionali non sono destinatari della nota. Ma la richiesta di fondo — una griglia che descrive il processo e non solo il risultato — vale per qualsiasi verifica con domande aperte.

Corrigo può correggere una prova orientata al processo?

Se è una verifica scritta, sì: legge la risposta dello studente e la confronta con la griglia del docente, elemento per elemento, quindi anche con gli elementi di processo se la griglia li descrive. Non valuta un compito di realtà svolto in laboratorio o in gruppo, né un'autovalutazione: quelle restano al docente e alla rubrica condivisa. Il voto lo decide sempre il docente.


Fonti: Ministero dell'istruzione e del merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, nota prot. n. 2306 del 3 settembre 2026, «Riforma istruzione tecnica: primi orientamenti per la progettazione curricolare», e il documento allegato «Primi orientamenti per la progettazione curricolare finalizzata al passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici» (in particolare i paragrafi 3.1, 3.1.1 lettera D «Quale valutazione» e 3.1.2.1); decreto ministeriale 19 febbraio 2026, n. 29; decreto-legge 45/2025 e riforma PNRR M4-C1-R.1.1. Le citazioni sono testuali.