Il 2 agosto 2026 era la data segnata in rosso per chiunque sviluppi Intelligenza Artificiale per la scuola. Era il giorno in cui l'AI Act europeo avrebbe iniziato a mordere davvero, imponendo regole severe per i sistemi ad "alto rischio". Tra questi, spiccano proprio i software che valutano l'apprendimento degli studenti, influenzandone il percorso formativo.
Il rinvio a dicembre 2027
Con una mossa dell'ultimo minuto, Bruxelles ha premuto il tasto "snooze". La Digital Omnibus ha rinviato l'applicazione delle regole sull'alto rischio al 2 dicembre 2027. Il motivo? Gli standard tecnici necessari per dimostrare la conformità non sono ancora pronti. Ma questo non significa che la scuola italiana possa abbassare la guardia.
Cosa è già in vigore?
Le regole di trasparenza (articolo 50) sono già realtà: chiunque interagisca con un sistema di IA deve saperlo, e i contenuti generati devono essere riconoscibili. Ancora più importante: dal 2025 è vietato l'uso di IA per il riconoscimento delle emozioni nelle scuole. Inoltre, rimane l'obbligo di alfabetizzazione all'IA per il personale.
L'impatto sulle scuole in Italia
Per un dirigente scolastico, questo rinvio non cambia le priorità. Il GDPR è pienamente in vigore e continua a proteggere i dati degli studenti. Se un docente carica i compiti in classe su un chatbot gratuito, sta commettendo una violazione dei dati, rinvio o non rinvio. La vera sfida per l'anno scolastico 2026/2027 è fornire ai docenti strumenti sicuri e approvati, per evitare che l'innovazione si trasformi in un rischio legale per l'istituto.
Noi di Corrigo abbiamo deciso di mantenere i nostri standard di sicurezza ai massimi livelli fin da subito: archiviazione nell'UE, nessun addestramento sui dati degli studenti e controllo finale sempre nelle mani del docente.