Il primo luglio è stata firmata in via definitiva la parte economica del contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027: per i docenti 143 euro di aumento e 855 euro di arretrati, per il personale ATA 107 e 633. Gli arretrati coprono il periodo dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026. È una notizia buona e attesa da anni.
Nelle settimane di settembre, però, un docente incontra il contratto in un altro modo: attraverso il calendario delle riunioni. Collegio, dipartimenti, consigli di classe, programmazione. E lì il contratto è sorprendentemente preciso.
Quaranta più quaranta, contate una per una
L'articolo 44, comma 3 del CCNL scuola 2019/2021 fissa le attività funzionali all'insegnamento in due blocchi da 40 ore. Le prime 40 comprendono la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, incluse le attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e le comunicazioni alle famiglie. Le seconde 40 riguardano i consigli di classe, di interclasse e di intersezione. Le riunioni convocate a settembre rientrano in questo conteggio.
Questa precisione è una conquista sindacale, non un dettaglio burocratico. Un tetto orario significa che il numero di riunioni è discutibile: si può contestare, riprogrammare, ridurre. Ciò che è contato può essere negoziato.
E la correzione?
Ora provi a cercare, nello stesso contratto, quante ore sono previste per correggere le verifiche.
Non le troverà. La correzione fa parte della funzione docente individuale: è lavoro dovuto, ma non è lavoro contato. Non esiste un tetto, non esiste una stima, non esiste una riga in cui compaia come voce a sé. Per il collega che insegna italiano su cinque classi e per quello che ha due classi di matematica, il contratto dice esattamente la stessa cosa: niente.
Ed è il pezzo di lavoro più regolare dell'anno. Le riunioni si concentrano in alcune settimane; la correzione torna dopo ogni verifica, per tutto l'anno, quasi sempre a casa e quasi sempre di sera.
Ciò che non si misura non entra nelle decisioni
Qui sta il punto che va oltre la lamentela. Quando un dirigente compone gli organici, quando un collegio discute il piano annuale, quando si valuta se una classe in più sia sostenibile, si ragiona su numeri disponibili: ore di lezione, ore di riunione, giorni di formazione. Il tempo di correzione non compare in nessuno di quei numeri.
Non perché qualcuno lo neghi — chiunque abbia insegnato sa che esiste — ma perché non è mai stato messo in una casella. E un carico che non ha una casella non si può ridurre, redistribuire o programmare. Cresce e basta, in silenzio, ogni volta che si aggiunge una classe.
La conseguenza pratica è che l'unico modo per farlo entrare in una discussione è misurarlo da sé. Non serve uno studio: bastano due verifiche. Cronometri una pila corretta come la corregge di solito, dal primo compito all'ultimo voto trascritto. Poi divida per il numero di studenti. Adesso ha un numero, e un numero si può portare a un consiglio.
Dove l'IA aiuta davvero, e dove no
Su questo terreno l'intelligenza artificiale ha un ruolo onesto e limitato. Può assumersi la parte meccanica del lavoro: leggere la calligrafia, confrontare ogni risposta con la griglia di correzione, sommare i punteggi, scrivere per la ventesima volta la stessa osservazione ricorrente. È la parte che occupa più tempo e richiede meno giudizio.
Ciò che non può fare è decidere. Il voto resta del docente, e le proposte vanno controllate: quel controllo non è un costo accessorio, è il lavoro vero. Chi guadagna tempo saltandolo non ha risparmiato nulla, ha solo spostato un rischio su chi firma la valutazione.
Per la stessa ragione non troverà qui una percentuale di risparmio. Quel numero non esiste: dipende dalla materia, dal tipo di domande, dalla lunghezza delle risposte, dalla classe. L'unica misura attendibile è quella che fa lei sulle proprie verifiche, contando anche il tempo del controllo.
Un conteggio alla volta
Il contratto rinnovato porta 143 euro in più al mese, e sono benvenuti. Non cambia il fatto che metà del lavoro reale di un docente non abbia un conteggio. Non è realistico aspettarsi che la prossima tornata contrattuale inventi una casella per la correzione. È realistico, invece, che i docenti smettano di considerarla un tempo invisibile e comincino a nominarla con dei numeri.
Corrigo nasce per la prima parte del problema: legge le risposte scritte a mano, le confronta con la sua griglia di correzione e propone un punteggio motivato per ogni domanda; lei controlla, corregge e decide. Come funziona è spiegato nella pagina sulla correzione con Corrigo. Perché il controllo umano non sia un dettaglio ma il cuore del metodo, lo abbiamo scritto in questo articolo; e sul perché lo stesso errore possa valere voti diversi, in quest'altro.
Domande frequenti
Che cosa sono le 40+40 ore del contratto scuola?
Sono le ore di attività funzionali all'insegnamento previste dall'art. 44, comma 3 del CCNL scuola 2019/2021. Le prime 40 riguardano la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, comprese le attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e le comunicazioni alle famiglie. Le seconde 40 riguardano i consigli di classe, di interclasse e di intersezione.
La correzione dei compiti rientra nelle 40+40 ore?
No. Quelle ore riguardano le attività collegiali. La correzione delle verifiche fa parte della funzione docente individuale e non ha un tetto orario né un conteggio contrattuale. È lavoro dovuto, ma non è lavoro contato.
Che cosa prevede il nuovo contratto firmato nel 2026?
Il 1° luglio 2026 è stata firmata in via definitiva la parte economica del contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027: per i docenti un aumento di 143 euro e arretrati per 855 euro, per il personale ATA 107 euro di aumento e 633 di arretrati. Gli arretrati coprono il periodo dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026.
Perché conta se un lavoro non viene conteggiato?
Perché ciò che non viene misurato non entra nelle decisioni. Il numero di riunioni si può discutere in Collegio proprio perché esiste un tetto. Il tempo di correzione non compare in nessun documento: non si può ridurre, ridistribuire o programmare, e cresce silenziosamente con ogni classe in più.
L'IA può ridurre il tempo di correzione?
Può togliere la parte meccanica: decifrare la calligrafia, sommare i punteggi, ripetere lo stesso commento per la ventesima volta. Non toglie il giudizio, che resta del docente e va comunque verificato. Quanto tempo si risparmi dipende dalla materia, dal tipo di domande e dalla classe: l'unica misura attendibile è quella che fa il singolo docente sulle proprie verifiche.
Fonti: art. 44, comma 3, CCNL scuola 2019/2021, per le attività funzionali all'insegnamento; Tecnica della Scuola (23 agosto 2026) sulle riunioni collegiali di settembre e il loro conteggio nelle 40+40 ore; la firma definitiva della parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 del 1° luglio 2026, con gli importi di aumento e arretrati per docenti e ATA.