Dall'alba dell'era ChatGPT, un titolo sensazionalistico perseguita il mondo dell'istruzione: "I robot sostituiranno gli insegnanti?". La risposta, dopo un anno e mezzo di sperimentazioni reali nelle aule italiane, è un sonoro e rassicurante "No". Anzi, sta accadendo esattamente il contrario.
Ciò che la macchina sa fare (e cosa no)
L'Intelligenza Artificiale è eccellente nel riconoscere pattern, calcolare deviazioni, individuare errori grammaticali e confrontare un testo con una rubrica di valutazione. È, insomma, una calcolatrice incredibilmente sofisticata per il testo. Ma non sa leggere lo sguardo perso di uno studente in terza fila. Non sa capire quando un ragazzo ha bisogno di un voto leggermente più alto per ritrovare l'autostima, o di un voto severo per darsi una svegliata.
Il "Copilota" pedagogico
Il futuro dell'insegnamento è la collaborazione uomo-macchina. Il software (come Corrigo) si occupa del lavoro sporco e alienante: leggere 150 pagine di verifiche e segnare gli errori oggettivi. Il docente interviene in seconda battuta, dall'alto. Guarda i risultati aggregati, corregge le sfumature e, forte del tempo risparmiato, entra in classe il giorno dopo pieno di energie per fare l'unica cosa che conta davvero: relazionarsi con gli esseri umani che ha di fronte.