Si torna in classe con un elenco di regole che non lascia dubbi sulla direzione: rigore. Lo smartphone è vietato in ogni ordine e grado, perfino per le attività didattiche. Il voto di condotta pesa come non accadeva da decenni: con il 5 può scattare la non ammissione, e alle superiori la condotta incide su credito e ammissione all'esame. Nel primo ciclo entrano in vigore le nuove Indicazioni Nazionali, con più grammatica, più storia, e il latino come opzione dalla seconda media. E la maturità riformata entra nel suo secondo anno: colloquio obbligatorio su quattro discipline, che non si può rifiutare senza conseguenze.
Una griglia nazionale per il colloquio — un'ammissione implicita
Nel pacchetto c'è un dettaglio che merita più attenzione di quanta ne riceva: il colloquio di maturità si valuta ora con una griglia nazionale. La logica è sacrosanta — stesso esame, stesso metro, in qualunque commissione d'Italia. Ma è anche un'ammissione: senza una griglia condivisa, lo stesso colloquio può valere punteggi diversi a seconda di chi giudica.
Ed è qui che il rigore del rientro 2026 mostra il suo punto cieco. Perché quella variabilità non nasce alla maturità: accompagna lo studente per tutto l'anno, in ogni verifica corretta di sera, tra la ventesima e la trentesima copia, quando la stanchezza sposta il metro senza che nessuno se ne accorga. Per l'esame di Stato lo Stato ha scritto una griglia. Per le centinaia di verifiche che lo precedono, la coerenza resta affidata alla resistenza del singolo docente.
La coerenza come diritto quotidiano
Se la valutazione uniforme è un diritto all'esame, dovrebbe esserlo anche a novembre, in terza, su una verifica di storia. È il principio su cui è costruito Corrigo: ogni risposta viene confrontata con la griglia di correzione del docente, applicata allo stesso modo dalla prima all'ultima copia, con un punteggio proposto e una motivazione per ogni domanda. Il docente controlla, corregge la proposta e decide — esattamente come in commissione. Il rigore, quello vero, non è una lista di divieti: è lo stesso metro per tutti, ogni giorno dell'anno.