Manca poco alla prima prova scritta. L'Esame di Stato del 2026 sarà ricordato per l'inevitabile confronto tra la tradizione scolastica italiana e la presenza pervasiva dell'Intelligenza Artificiale. Nelle chat dei maturandi non si parla solo di "tototema", ma di come i modelli linguistici avrebbero affrontato le tracce ministeriali.
La prova scritta: il ritorno al foglio protocollo
L'IA sta spingendo paradossalmente verso un ritorno alla valutazione "in presenza". Le tesine casalinghe e le ricerche scritte hanno perso gran parte del loro valore diagnostico. Il tema in classe, scritto a penna senza accesso a internet, rimane l'unico vero momento in cui il docente può valutare il pensiero non mediato dello studente. L'Esame di Stato, in questo, si conferma un bastione dell'autenticità.
L'IA come alleata della commissione
Ma se l'IA è tenuta fuori dal banco dello studente, può salire in cattedra per supportare i commissari. Valutare decine di elaborati scritti a mano in pochi giorni espone le commissioni a uno stress estremo (e ai bias cognitivi di cui abbiamo già parlato). L'utilizzo di sistemi di correzione assistita, capaci di applicare con rigore le griglie di valutazione ministeriali, potrebbe essere la prossima grande rivoluzione per le segreterie scolastiche, garantendo un'equità senza precedenti tra i candidati di tutta Italia.